domenica, 04 ottobre 2009
Ieri sera cinema a vedere l'ultimo film di Woody Allen.

I suoi films tendenzialmente non mi fanno impazzire, ma ero incuriosita dalla trama un pò insolita.

Un uomo anziano (per lo meno quello che dice di essere), burbero, irascibile e con attacchi di panico e manie di grandezza, incontra una bella ragazza, stolta ma sembra mentalmente ricettiva che lo divinizza, fino ad innamorarsene.  "Noi siamo vermetti..." impara lei ben presto, in contrapposizione a quel "genio quasi vincitore del premio nobel" che è l'uomo del quale si innamora.

Questa pellicola è un susseguirsi di aggraziate conferme delle scene che lo spettatore vedrà in seguito. Un film "romantico" ma sempre con quella punta di sarcasmo e per nulla sdolcinato che contraddistingue le pellicole di Allen.
Tutto alla fine si riduce al titolo Whatever works - Basta che funzioni: qualsiasi cosa nella vita può essere possibile, anche, come per lui, sposare una ragazzina totalmente opposta a suoi modi e con circa ... beh ... molti molti anni di meno ...

Vi lascio quindi con una battuta del film sulla quale pensare: "Il caso è un fattore delle vita sbalorditivo": le occasioni a volte ci passano davanti e sono come treni: bisogna prenderli al volo, quindi .... se funziona, perché no?


postato da: AngeOuDiable alle ore 07:26 | Permalink | commenti
categoria:cinema, film
domenica, 30 agosto 2009
L'inizio di un viaggio ha sempre il suo fascino: quello della novità, della scoperta, dell'attesa.
Ma se come dice il vecchio detto: "Partire è un pò morire", cosa ci aspettiamo al ritorno?
E se non sappiamo quando sarà il ritorno, è comunque facile e bello affrontare un viaggio?
Scendere dentro sè, è sicuramente il viaggio più impegnativo che esista. Ho deciso di affrontarlo a qualunque costo. Voglio capire questa voglia di novità e l'iperattivisto che mi contraddistingue da dove vengano. Sarà forse la voglia di cambiare, di non rimanere immobile nella stessa posizione, nello stesso luogo. Perché questo però deve implicare cambiamenti tanto radicali nella mia vita? Perché lo applico a tutto quello che mi circonda, dagli amici al lavoro, all'amore?
Lo psicologo Francesco Alberoni in una intervista on-line per la rivista Glamour (www.style.it/cont/sesso-psiche/news/0905/0800/francesco-alberoni-le-trentenni-d.asp)  afferma che:"Quando iniziano una relazione spesso decidono di interromperla per sperimentare qualcos'altro, vogliono scegliere ciò che è meglio per loro." Mi chiedo allora se non siamo vittime (sicuramente figlie), noi trentenni, di quest'era del consumismo di ogni cosa ad ogni costo. Se per provare a noi stesse di essere ancora vive non finiamo per metterci in gioco troppo spesso, senza valutare adeguatamente i rischi.
Qual'è alla fine il rischio più grande? Credo non saper ritrovare la via di casa: quella che ci riporta dentro di noi, al nostro vero noi. Perché, come canta Daniele Silvestri: "Ognuno ha il suo piccolo razzo, io devo aver perso il contatto, e adesso perdonami se, mi è rimasta solo la parte peggiore di me". Perché effettivamente il rischio maggiore protrebbe essere che a furia di cercarsi, ci si perda nuovamente e nel ritrovarsi non si sappia più chi siamo. E questo fatto centinaia di volte, per tutte le cose della vita, ci potrebbe portare a trovare una parte di noi che in realtà non siamo, per il solo fatto di dover "cambiare" perché abbiamo iniziato un cammino verso qualcosa di diverso.
Come si fa a rimanere fedeli alle proprie idee, ai propri desideri quando si cerca in realtà di perdersi?
Quando si cambia paese, o anche solo città, ci si conforma sempre un pò alle abitudini del luogo. Ma se in quel luogo ci restiamo troppo a lungo, non finiremo per non ricordarci più quali sono realmente le nostre abitudini?
Proviamo a rifare questo ragionamento nel campo dell'amore. La maggior parte di noi soffre della "sindrome da Crocerossina". All'inizio dell'innamoramento siamo tanto prese a cercare di fare "bella figura" da mettere in secondo piano le nostre esigenze tanto da dimenticarci quali siano.  Per poi ritrovarle dopo molto tempo e chiederci di cambiare tutto. A quel punto, riusciremo davvero a ritrovare noi stesse?
Mi viene in mente un film con la Roberts e Gere, Se Scappi ti sposo, in cui il giornalista Ike (Gere) volendo scrivere un articolo sulla commessa di provincia Maggie (Roberts) indiga sul perché la ragazza continui a scappare ad un passo dal matrimonio, mandando all'aria i matrimoni già sull'altare. Il giornalista finisce per scoprire che la ragazza non sa nemmeno come le piacciano le uova, tanto è abituata a conformarsi ai desideri e alle abitudini dei "quasi ex mariti".
Tutte queste parole che qui sto scrivendo non vogliono arrivare ad una conclusione, anche perché il modo di rispondere in una situazione di cambiamento non è certo uguale per tutti e non credo che ce ne sia una buona per tutti.
So solo che ora ho bisogno come in una canzone di Irene Grandi "Prima di non essere da sola di provare a pensare se sto bene io".
postato da: AngeOuDiable alle ore 07:33 | Permalink | commenti
categoria:pensieri, riflessioni, sentimenti, emozioni
domenica, 23 agosto 2009

Sheets of empty canvas untouched sheets of clay
Were laid spread out before me as her body once did

All five horizons revolved around her soul
As the earth to the sun
Now the air I tasted and breathed
Has taken a turn
Ooh, and all I taught her was, everything
Ooh, I know she gave me all, that she wore
And now my bitter hands
Chafe beneath the clouds
Of what was everything
Oh, the pictures have
All been washed in black
Tattooed everything

I take a walk outside
I’m surrounded by
Some kids at play
I can feel their laughter
So why do I sear
Oh, and twisted thoughts that spin
Round my head
I’m spinning
Oh, I’m spinning
How quick the sun can, drop away…
And now my bitter hands
Cradle broken glass
Of what was everything
All the pictures had
All been washed in black
Tattooed everything
All the love gone bad
Turned my world to black
Tattooed all I see
All that I am
All that I will be

I know someday you’ll have a beautiful life
I know you’ll be a star
In somebody else’s sky
But why can’t it be mine.

postato da: AngeOuDiable alle ore 12:17 | Permalink | commenti
categoria:musica, canzoni, emozioni
domenica, 26 luglio 2009
Quest'anno il giorno è passato senza che mi ne ricordassi.
Quand'è che si inizia a dimenticare realmente?
Quando non pensi più alle date che erano importanti o semplicemente quando nella tua mente quelle cose non sono più al centro dei tuoi pensieri, non ti alzi la mattina pensando a cosa sarebbe stato o a dove ti troveresti adesso se...
E questa insonnia che mi perseguita, cos'é? E' forse solo il caldo estivo oppure c'è qualcosa che non voglio dire a me stessa?
Mi chiedo spesso dove sto andando. Dove potrei andare.
Ma non ho risposte, solo paure.
postato da: AngeOuDiable alle ore 04:54 | Permalink | commenti (2)
categoria:riflessioni, ricordi, sentimenti, emozioni
domenica, 26 aprile 2009


Da HORROR MAGAZINE: "Ritornano i vampiri di Avorio"


Filmato di presentazine dell'evento:

postato da: AngeOuDiable alle ore 12:27 | Permalink | commenti (1)
categoria:libri, eventi, blog, scrittura, vampiri
mercoledì, 01 aprile 2009

Le colpe dei Padri

Autrici: LauraetLory (http://lauraetlory.splinder.com/)

Editore: Historica - Il foglio letterario (http://www.historicaweb.com/)


image_book


Se dovessi dire un pregio ed un difetto di questo romanzo, sicuramente potrei affermare che non si legge tutto d’un fiato.

Le vicende delle ragazze Shelton vanno centellinate, seguite. Tutti i personaggi che appaiono hanno un senso: nessuno di loro diventa secondario o minore e quindi per tutti c’è bisogno di apprezzarne le descrizioni e le azioni, i pensieri ed i sentimenti.

Ognuno di loro ha un passato che cerca di dimenticare, ma con cui arriverà il momento di chiudere i conti, così come la morte fa con il capostipite Russell.

La storia è quanto mai attuale: la violenza psicologica e fisica esiste ed è sempre esistita.

Le autrici hanno in questo libro il pregio di aver combinato storie d’amore con termini tecnici, senza risultare stancanti né in un senso né in un altro.

Ciò che non ho apprezzato invece, il cenno al notissimo film “Il padrino”: anche se l’animale cambia, il richiamo si identifica comunque.

Credo che da questo libro si possa creare un’ottima sceneggiatura per un film di successo.

Comunque, consiglio caldamente di leggerlo!

postato da: AngeOuDiable alle ore 21:09 | Permalink | commenti (1)
categoria:libri, racconti, storia
mercoledì, 04 marzo 2009
Avrei davvero voluto essere speciale per qualcuno. E' forse la cosa che ho sempre desiderato di più fin da bambina. Ma più vado avanti nella mia vita e mi accorgo di essere sempre meno speciale e sempre più "dimenticabile". Ci sono persone che nonostante tutto continuano ad essermi accanto. Eppure continuo a fare errori, continuo a combinare guai, continuo ad incasinarmi la vita da sola.
Il problema principale sta nel fatto che continuo a darmi nei sentimenti verso gli altri senza restrizioni, senza pensarci, facendo le cose solo per il gusto di farle e di far sentire bene le persone che mi stanno intorno.
Ma come al solito mi rendo conto che tutto questo non paga. Per anni ho cercato di risolvere i problemi in famiglia, sperando così di avere l'approvazione di genitori e fratelli, per ricavarne cosa? Neanche una telefonata ogni tanto e solo schiaffoni morali ogni volta che qualcosa finisce "fuori posto". A cosa serve dimostrarsi forti, invulnerabili, quando poi tutti ti scaricano addosso i problemi e tu finisci per crollare e nessuno ti da una mano? E tutto ti fa male. Molto male.
Ma come recita un vecchio proverbio napoletano: Fa 'o bbene e scòrdalo; fa 'o mmale e pènzace (quando fai del bene, dimenticalo; se fai del male invece ricordarlo sempre).
postato da: AngeOuDiable alle ore 09:21 | Permalink | commenti
categoria:pensieri, ricordi
lunedì, 23 febbraio 2009
"Io non mi iscrivo a Facebook per principio" mi ribadiva ieri un vecchio amico. Ed aggiungeva "Se ho deciso di perdere contatti con certe persone, sicuramente ci deve essere stato un buon motivo". Lui infatti non ammetteva la possibilità che le strade si fossero divise in modo tale da nbon essere stato più possibile rincontrarsi.
E' vero infatti che su FB ormai strapopolano i "gruppi" (di una inutilità unica!) come PENSAVO FOSSE MORTO ED INVECE STA SU FACEBOOK, AGGIUNGIANO IL PULSANTE INSULTA SU FACEBOOK, CHE MI HAI AGGIUNTO A FARE SU FACEBOOK SE POI PER STRADA NON MI SALUTI...
Come faccio a conoscerli? Beh, sono anch'io su FB!
Ho sentito dire che alcuni hanno perso fidanzate e fidanzati per facebook... galeotta fu la foto!
C'è invece chi, come un'altra mia conoscenza, si è iscritta a facebook solo per far cancellare le foto sue, che gli amici pensano bene di caricare senza chiederglielo.
Insomma se ne fa l'uso più disparato di questo strumento: per insultarsi, per scoprire altarini, per tenersi in contatto, per lavoro (tanti sono infatti anche i gruppi e le pagine dedicate ad aziende).
Chissà se Mark Zuckerberg che lo fondò nel 2004 poteva mai immaginarsi il risultato sorprendente dell'espansione di questo social network.
Ormai ovunque si sente dire: "ho letto su facebook, ... ho sentito su facebook, ... ci troviamo su facebook, ... le foto? le trovi su facebook, ..."
Ormai è il mezzo di comunicazione più forte e globale. Anche i telegiornali si interessano ai gruppi che vengono fondati, ai personaggi famosi che si iscrivono, alle pagine che gli vengono dedicate.
E allora, ci sei anche tu su facebook?



postato da: AngeOuDiable alle ore 19:10 | Permalink | commenti (4)
categoria:pensieri, ricordi, amicizia, scrittura
giovedì, 18 settembre 2008

I'm never alone
I'm alone all the time



 
postato da: AngeOuDiable alle ore 19:45 | Permalink | commenti (3)
categoria:
martedì, 29 luglio 2008

Chi di noi non ha un amico/a, un cugino/a, una persona cara che non vede da un pò (soprattutto se la persona in questione vive in una città diversa dalla tua).

Allora ecco cosa fare in questa settimana. Troviamo un modo per passare un pò di tempo con questa persona. Va bene un mezzo qualsiasi (se si riuscisse a vedersi per un caffè sarebbe meglio).

Per farlo ecco alcune semplici possibilità da seguire:

1- Telefonare in settimana, possibilmente la sera (non perché si paga di meno, ma perché non avete tanti impegni) e organizzarsi per un caffè, un gelato, una granita, una chiacchiera, nel fine settimana.

2 - Scrivere una mail e controllare tutti i giorni che vi abbia risposto per prendere appuntamento e vedersi magari tramite MSN (per chi abita lontano).

3 - Organizzare un bel fine settimana a casa dell'amico che abita lontano o invitarlo a stare da voi per il week-end.

Io sono riuscita per la prima: noi due, residenti in due città diverse, tornando a casa a trovare i parenti, abbiamo preso la palla al balzo per ritrovarci anche noi.

Allora, avete già pensato chi contattare?

 

postato da: AngeOuDiable alle ore 22:10 | Permalink | commenti (6)
categoria:amicizia, occasioni